• 7 luglio 2017

Utenze domestiche: chi ci perde e chi ci guadagna dal 1 gennaio 2017

Per le utenze elettriche di tipo “Domestico” dal 1 gennaio 2017 è entrata in vigore la seconda parte della riforma prevista dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas con la delibera AEEGSI 502/2015.
Le decisioni di quest’ultima hanno un’incidenza fondamentale sulla spesa complessiva, perché come è noto quasi il 70% della bolletta non è costituito dalla materia prima “energia”, ma da oneri vari di sistema, di trasporto, accise e via discorrendo.
Cominciamo col dire che dal 2017 è sparita la distinzione tra utenti residenti con potenza contrattuale fino a 3 kw (tariffa D2) e utenti residenti con potenza superiore a 3 kW (tariffa D3): ora c’è un’unica tariffa per le forniture di energia elettrica in abitazioni di residenza anagrafica. E vengono eliminati gli scaglioni per componente del kWh “Trasporto e gestione del contatore”.
Per i residenti, buone nuove quindi per chi consuma di più.
Cattive nuove invece per le utenze domestiche “non residenti”. Per loro la brutta sorpresa dell’inserimento di una quota fissa di ben 135 euro annui a copertura degli oneri di sistema, non presente nelle tariffe residenti.
Qualche esempio:
Un cliente residente con contatore di 3 kW e un consumo annuale di 1500 kWh, pagherà circa 50 euro in più. Questo perché c’è stato un aumento delle quote fisse (allineate alla vecchia tariffa D3) oltre che dei costi dell’energia nello scaglione più basso.
Un residente con contatore di 3 kW e consumi per 2700 kWh, pagherà nel 2017 solo 30 Euro in più .
Un residente con contatore di 4,5 kW e 3600 kWh di consumi annui risparmierà qualcosina sui costi fissi (circa 10 Euro annui) e ben 200 euro sul costo dei kWh consumati!
La stangata invece sui NON residenti. Un non residente con contratto di 3 kW e 1000 kWh di consumo annuo spenderà 70 euro in più l’anno, in quanto risparmierà qualcosa sul costo dei kWh, ma buona parte di questo risparmio sarà assorbito dalla quota fissa di 135 euro sugli oneri di sistema.
Quindi in buona sostanza il nuovo sistema tariffario degli usi domestici tende a penalizzare i bassi consumi e a favorire quelli alti.

Che fare?
Sugli oneri di sistema c’è ovviamente poco da fare.
Concentriamoci invece sulla materia prima energia. Qui si che si può risparmiare e, a seconda dei vostri consumi, ridurre la vostra bolletta elettrica!
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