• 3 novembre 2017

Certificati bianchi: in vigore da ottobre le nuove linee guida

Sono entrate in vigore il 3 ottobre scorso le linee guida introdotte dal DM 11 gennaio 2017 , pubblicato in Gazzetta Ufficiale con le novità principali relative al decreto sui TEE (titoli di efficienza energetica), comunemente definiti Certificati Bianchi.

I Certificati Bianchi sono titoli che certificano i risparmi energetici conseguiti da vari soggetti realizzando specifici interventi (es. efficientamento energetico). Essi implicano il riconoscimento di un contributo economico, e costituiscono un incentivo a ridurre i propri consumi di energia.

Sono quindi un’opportunità per chiunque voglia effettuare investimenti che portino vantaggi dal punto di vista energetico.

Le nuove linee guida, così come riporta il documento di sintesi del GSE sui Certificati Bianchi, introducono una serie di novità  che, oltre a definire i nuovi obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico per il periodo 2017-2020,  stabiliscono le modalità di realizzazione dei progetti di efficienza energetica per l’accesso al meccanismo dei Certificati Bianchi.

Più in particolare il decreto individua:

  1. a) i soggetti ammessi al meccanismo;
  2. b) le nuove Linee Guida per la preparazione dei progetti di efficienza energetica e per la definizione dei criteri e delle modalità per il riconoscimento dei Certificati Bianchi;
  3. c) la metodologia di valutazione e certificazione dei risparmi conseguiti e le modalità di riconoscimento dei Certificati Bianchi;
  4. d) aggiorna le disposizioni in materia di controllo e verifica dell’esecuzione tecnica ed amministrativa dei progetti ammessi al meccanismo ed il relativo regime sanzionatorio.

Più in particolare, ai sensi del nuovo decreto, i metodi di valutazione dei risparmi conseguibili attraverso la realizzazione dei progetti di efficienza energetica sono due:

Il Metodo a Consuntivo che consente di quantificare il risparmio addizionale conseguibile mediante il progetto di efficienza energetica realizzato dal medesimo soggetto titolare su uno o più stabilimenti, edifici o siti. Il metodo di valutazione a consuntivo quantifica il risparmio energetico addizionale conseguito attraverso la realizzazione del progetto a consuntivo tramite una misurazione puntuale delle grandezze caratteristiche, sia nella configurazione ex ante sia in quella ex post.

Il Metodo Standardizzato quantifica, invece, il risparmio energetico addizionale conseguito attraverso la realizzazione del progetto standardizzato, rendicontato sulla base di un algoritmo di calcolo e della misura diretta di un idoneo campione rappresentativo dei parametri di funzionamento che caratterizzano il progetto sia nella configurazione ex ante sia in quella ex post.

Ai fini dell’ammissibilità è qui necessario dimostrare: la ripetitività degli interventi che compongono il progetto in contesti simili; la non convenienza economica del costo relativo all’installazione di misuratori dedicati ai singoli interventi, a fronte del valore economico indicativo dei Certificati Bianchi. Ai fini dell’accesso al meccanismo, il PS deve aver generato una quota di risparmio addizionale non inferiore a 5 TEP nel corso dei primi 12 mesi del periodo di monitoraggio.

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